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Cosa ci dice il bilancio? - Prima direttrice: Redditività del capitale, non solo del fatturato

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Data: 
venerdì 15 maggio 2026

Prima direttrice: Redditività del capitale, non solo del fatturato

Abbiamo posto una domanda semplice: cosa dice quel bilancio?

Per chi guida l’azienda, e per chi la osserva dall’esterno, il bilancio deve aiutare a comprendere alcune direttrici fondamentali: redditività, liquidità e solidità.
 
Partiamo dalla prima: la redditività.
Il margine è importante, ma non basta. Nella pratica molti imprenditori osservano prima di tutto il margine.
  • Quanto resta rispetto al fatturato?
  • Quanto incide il costo del venduto?
  • Quanto pesa la struttura?
  • Quanto rimane alla fine della gestione operativa?
Sono domande corrette ma la redditività dell’azienda non si esaurisce nel margine sulle vendite.
Perché ogni impresa, per generare quel margine, deve impiegare capitale.
Capitale investito in immobilizzazioni, impianti, attrezzature, magazzino, crediti verso clienti, disponibilità necessarie al funzionamento aziendale.
Tutti questi elementi sono rappresentati nello Stato Patrimoniale. Da un lato troviamo gli impieghi, cioè dove il capitale è stato investito. Dall’altro troviamo le fonti, cioè chi ha messo a disposizione quel capitale: soci, banche, fornitori e altri soggetti che concedono credito o fiducia all’impresa.
 
La domanda quindi non è solo: quanto margine produce l’azienda?
 
Ma anche: quanto capitale serve per produrre quel margine?
 
È qui che la lettura del bilancio diventa realmente utile.
 
Redditività per i soci e redditività dell’azienda
Quando si parla di redditività occorre distinguere due prospettive.
La prima è quella dei soci. In questo caso l’indicatore di riferimento è il ROE, che misura il rendimento del patrimonio netto.
La seconda è quella dell’azienda nel suo complesso.
In questo caso il riferimento è la redditività del capitale investito, spesso letta attraverso indicatori come
RONA o ROA operativo.
 
La distinzione è importante.
 
Il ROE dice quanto rende il capitale proprio investito dai soci.
La redditività aziendale, invece, misura quanto l’impresa riesce a far rendere il capitale complessivamente impiegato nella gestione, indipendentemente dal fatto che quel capitale provenga dai soci o da debiti.
Prima ancora di chiedersi quanto rendimento arriva ai soci, occorre quindi capire se l’azienda è capace di generare un rendimento adeguato sulla propria struttura operativa.
 
In altri termini: l’impresa deve produrre abbastanza valore per remunerare chi mette capitale a disposizione dell’attività.
 
Questo capitale infatti chiede di essere remunerato tramite oneri finanziari (remunerazione di chi presta capitale di debito) e dividendi (remunerazione di chi immette capitale di rischio).
La mancata remunerazione del capitale investito produce evidentemente il rischio di
  • Non riuscire a remunerare e rimborsare il debito finanziario;
  • Non riuscire a remunerare adeguatamente i soci di capitali.
La redditività aziendale è il prodotto di due fattori
 
La redditività del capitale investito può essere letta come il prodotto di due elementi:
 
RONA = ROS × Turnover
 
Dove:
 
ROS = EBIT / Ricavi e misura la marginalità operativa delle vendite.
Turnover = Ricavi / Capitale investito e misura l’efficienza con cui il capitale investito genera fatturato.
 
Questa scomposizione è molto utile perché permette di capire da dove nasce la redditività.
 
Un’azienda può essere redditizia perché ha margini elevati, oppure perché, pur con margini più contenuti, utilizza il capitale in modo molto efficiente.
Oppure, nei casi migliori, perché riesce a combinare entrambe le condizioni.
 
Facciamo un esempio:
 
Una società manifatturiera specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione può avere margini elevati sulle vendite quando presidia lavorazioni complesse, difficilmente standardizzabili e ad alto contenuto tecnico. In questo caso l’impresa non compete solo sul prezzo, ma sulla qualità della lavorazione, sulla capacità tecnica, sull’affidabilità delle consegne e sulla competenza produttiva.
La redditività nasce quindi soprattutto dalla marginalità: ogni euro di ricavo, se la struttura è ben organizzata e i costi sono correttamente governati, può lasciare una quota significativa di risultato operativo.
Una società commerciale all’ingrosso, invece, può lavorare con margini percentuali più contenuti. Compra e rivende prodotti con un ricarico limitato, ma può generare molti ricavi facendo ruotare rapidamente magazzino, crediti e capitale impiegato. In questo caso la redditività non nasce tanto dal margine unitario, quanto dall’efficienza del capitale investito: il capitale “gira” più volte e produce volume.
Il punto è proprio questo: due aziende possono arrivare a una redditività soddisfacente percorrendo strade diverse.
La prima attraverso margini elevati. La seconda attraverso un utilizzo molto efficiente del capitale.
Le imprese migliori, quando il modello di business lo consente, riescono a combinare entrambe le condizioni: buoni margini e capitale che ruota in modo efficiente.
 
Nel prossimo contributo analizzeremo le determinanti del primo fattore: la marginalità.
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