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DSCR e pianificazione finanziaria: perché la sostenibilità va guardata in avanti

Un bilancio in perfetto ordine ci dice esattamente com'è andata l'azienda fino a ieri, ma non garantisce che sarà in salute domani. Nuovi investimenti, scadenze di debito e la crescita del capitale circolante sono variabili future che il passato non può prevedere. In questo articolo vedremo perché la vera sostenibilità aziendale richiede di smettere di guardare solo nello specchietto retrovisore e come utilizzare la pianificazione finanziaria e il DSCR come bussole strategiche per anticipare i fabbisogni di cassa e governare l'impresa in totale sicurezza.

 
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Liquidità: dagli indici ai flussi finanziari

Guardare il saldo del conto corrente e pensare di avere il controllo della propria azienda è l'errore più comune (e rischioso) per un imprenditore. La liquidità non è una fotografia statica, ma un movimento continuo: un utile sulla carta può nascondere una cassa prosciugata da magazzino e crediti insoluti. In questo articolo faremo un salto di qualità metodologico, passando dagli indici patrimoniali all'analisi dei flussi finanziari, per scoprire grazie al rendiconto finanziario da dove entra davvero il denaro e come viene consumato dalla gestione ordinaria.

 
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Liquidità: non basta sapere quanta cassa c’è oggi

Un’azienda può chiudere il bilancio in utile e trovarsi comunque con il conto in rosso? La risposta è sì. Spesso ci si concentra solo sulla redditività e sui margini, dimenticando che ogni scelta di business — dal magazzino che cresce ai clienti che pagano lentamente — assorbe capitale e brucia cassa. In questo articolo scopriremo perché il saldo del conto corrente è solo una fotografia ingannevole e come imparare a governare il ciclo della liquidità prima che la tensione finanziaria diventi un'emergenza.

 
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Redditività del capitale: non conta solo il margine. Quante volte ruota il capitale investito?

Vendere molto non basta se per farlo blocchi troppi capitali in magazzino o crediti non riscossi. Questo articolo svela il potere del Turnover (la rotazione del capitale investito), l'indicatore patrimoniale che spiega perché due aziende con gli stessi margini possono avere redditività totalmente diverse. Scopri come liberare liquidità nascosta ottimizzando la tua struttura aziendale.
 
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Prima componente della Redditività: il margine, quale margine?

La marginalità aziendale non è un dato unico, ma va analizzata su tre livelli: Margine di Contribuzione, EBITDA Margin e ROS ($EBIT$ Margin). Comprendere la dinamica tra costi fissi (il peso della struttura) e costi variabili permette di calcolare il reale fatturato di pareggio e la leva operativa. Una struttura rigida, con costi fissi elevati, accelera i profitti quando i volumi crescono, ma espone l'impresa a gravi rischi finanziari in caso di calo del fatturato. Monitorare periodicamente questi indicatori trasforma il bilancio da semplice consuntivo storico a strumento strategico di prevenzione e gestione.
 
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Cosa ci dice il bilancio? - Prima direttrice: Redditività del capitale, non solo del fatturato

La redditività aziendale non si misura solo sul fatturato o sul margine delle vendite (ROS), ma sulla capacità di far fruttare il capitale complessivamente investito nella struttura operativa. Attraverso la formula RONA = ROS \times Turnover, il bilancio rivela se il valore aziendale nasca da una marginalità elevata o dall'efficienza nella rotazione del capitale. Distinguere tra la redditività dei soci (ROE) e quella della gestione operativa permette di prevenire i rischi di insolvenza e mancata remunerazione degli stakeholder. Comprendere questa dinamica consente a ogni modello di business (manifatturiero o commerciale) di individuare la propria reale leva strategica di crescita.
 
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Cosa ci dice il bilancio? - Prologo

Il bilancio resta il principale strumento di comunicazione delle PMI per dimostrare sostenibilità economica e finanziaria a banche e investitori. L’analisi deve focalizzarsi su tre direttrici chiave: redditività del capitale, capacità di generare liquidità prospettica e solidità patrimoniale. Codificare questi indicatori con un taglio pratico permette all'imprenditore di monitorare le performance aziendali e dialogare efficacemente con l'esterno.
 
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Obbligo AGCOM Influencer

Dal 26 gennaio 2026, l'iscrizione all'elenco AGCOM non è più teorica ma un adempimento obbligatorio per chi opera professionalmente sui social.

Rientri nelle soglie se possiedi anche solo UNO di questi requisiti:
- 500.000 follower su una piattaforma.
- 1.000.000 di visualizzazioni medie mensili negli ultimi 6 mesi.

Cosa implica l'adempimento:
- Comunicazione formale: Invio di link profilo, statistiche certificate e PEC all'Autorità.
- Trasparenza in Bio: Obbligo di inserire la dicitura "in elenco AGCOM" nel proprio profilo.
- Aggiornamento semestrale: Verifica obbligatoria entro il 15 aprile e il 15 ottobre di ogni anno.

Non rischiare sanzioni o irregolarità nella tua attività digitale
 
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Legge di bilancio 2026: le novità che contano per PMI, imprenditori e professionisti (con impatto su cassa e pianificazione)

1) IRPEF 2026

2) Detrazioni

3) Addizionali regionali e comunali

4) Lavoro

5) Regime forfetario

6) Investimenti

7) Rivalutazioni partecipazioni

8) Dividendi, plusvalenze e PEX

9) Riscossione

 
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Content Creator e Influencer Marketing - FPLS - Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo

Il content creator è un soggetto che produce contenuti digitali, ma la sua qualificazione fiscale dipende dal tipo di compenso e dalla modalità con cui svolge l’attività: occasionale, professionale o d’impresa. L’influencer marketing riguarda invece la produzione di contenuti promozionali per un brand, con compensi in denaro o natura. A seconda della continuità e degli strumenti utilizzati, l’attività può configurarsi come lavoro autonomo, impresa commerciale o lavoro occasionale.

In alcuni casi specifici, soprattutto quando i contenuti sono veri e propri video promozionali realizzati su incarico, il creator può rientrare nella categoria dei lavoratori dello spettacolo ed essere soggetto al FPLS. Sono previste regole precise per i contratti, per la cessione dei diritti d’immagine e per la gestione contributiva. Non tutti i contenuti ricadono però nel campo dello spettacolo: molto dipende dalla natura artistica, dalla finalità promozionale e dalla presenza di un incarico formale.

Infine, gli influencer “rilevanti” devono rispettare obblighi aggiuntivi verso AGCOM.
 
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