Tra qualche settimana molte imprese inizieranno a lavorare al budget 2027.
Il rischio è conosciuto.
Prendere i dati dell’anno precedente, incrementare i ricavi, adeguare alcuni costi. Ecco il Conto Economico.
Ormai poi sempre più imprese, per calcolare il DSCR inseriranno gli investimenti già programmati, le variazioni di circolante, le uscite di cassa per i finanziamenti.
Ed ecco il cash flow previsionale.
Formalmente potremmo anche ottenere un buon documento previsionale ma stiamo davvero pianificando il 2027?
Negli ultimi anni almeno tre elementi hanno modificato profondamente il contesto nel quale le imprese prendono decisioni.
Quelli evidenziati sono tre temi distinti, i quali pongono la stessa sfida:
il budget rappresenterà per l’azienda un semplice adempimento amministrativo oppure l’occasione per riflettere su ciò che l’impresa intende diventare?
Il budget può infatti essere semplicemente la proiezione variata dell’anno scorso oppure un processo attraverso il quale l’impresa traduce obiettivi e scelte in volumi e prezzi, costi variabili e struttura, costi discrezionali, investimenti, persone e competenze, fabbisogno finanziario e flussi di cassa.
Allora il documento finale rappresenta semplicemente la sintesi e la verifica che quelle scelte possono stare insieme.
Il budget 2027 dovrebbe quindi avere almeno tre caratteristiche.
Nei prossimi contributi affronteremo separatamente questi tre aspetti.
Lo scopo è quello di mettere in luce dei punti di attenzione per riportare il budget alla sua funzione principale:
costringere l’impresa a interrogarsi sul futuro